Fermati e Ascolta: L’Importanza del Silenzio

2–3 minuti

lettura

“Non ho tempo”

“Sono sempre impegnato/a

“Sono stanco/a”

“Mi sento sovraccaricata/o”

“Non mi dedico a me stessa/o”

Viviamo in un mondo che è sempre troppo, troppi stimoli, impegni, pensieri, preoccupazioni. Tendiamo a procrastinare ciò che dobbiamo fare nel tentativo di creare uno spazio, ritrovandoci a “correre contro il tempo”. Oppure al contrario  facciamo tutto subito, nella speranza di terminare gli impegni, correndo spesso il rischio di fare tante cose senza un ordine preciso, creando a volte ulteriore confusione. Una volta terminata la lista delle cose da fare, ecco che se ne aggiungono altre, il fatto di farsi delle “to do list” non è sbagliato, ma lo è il fatto di preventivare tanti di quei compiti da non riuscire a portarli a termine.

Il troppo nella nostra vita non finisce mai, perfino in vacanza, abbiamo tantissime cose da fare, perché dobbiamo tornare indietro avendo visto tutte le attrazioni, facendo il pieno di stimoli ed esperienze, che finiscono a volte di perdere di significato.

A me spesso è capitato di rientrare a casa e non ricordare nemmeno più esattamente cosa avessi visto.

Se abbiamo un piccolo momento di pausa nella nostra giornata lo riempiamo, instagram, Facebook, giochi e tante altre cose, nel tentativo di riempire un vuoto e un silenzio che ci mettono a disagio.

Ora mi trovo al mare e sono tre giorni che sento delle persone discutere, vedo persone arrabbiate, smaniose di cercare lo scontro, di parlare a sproposito o perdersi in pettegolezzi. Mi giro e vedo tutti con il telefono in mano e bambini con tantissimi giochi, quasi come se la noia fosse un rischio da non correre.

Come mai non riusciamo a stare semplicemente sotto l’ombrellone a goderci il suono del mare e del vento?

Perchè non riusciamo a contemplare la bellezza di un tramonto senza la necessità di fare altro?

Perché non riusciamo ad essere e basta?

Forse guardando ciò che ci circonda e fermandoci possiamo venire a contatto con la nostra essenza, possiamo sentirci tutt’uno con il mondo che ci è intorno, potrebbero sorgere delle domande “scomode” alla quale risposta è difficile da dare, ma che ci mettono di fronte al significato della nostra esistenza.

Potremmo ascoltare per la prima volta il silenzio che è in noi e scoprire che è il rumore più forte che abbiamo mai sentito.

Non temiamio di non fare abbastanza fermandoci, ma di non “essere” continuando a correre senza una destinazione, persi nel troppo rumore, nella paura della disconnessione.

“Ten thousand people, maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
And no one dared
Disturb the sound of silence”

Lascia un commento