Oggi compio trentatre anni.
È stato un anno intenso, pieno di traguardi raggiunti, ma anche di obiettivi caduti nel dimenticatoio, che mi hanno comunque permesso di capire ciò che desideravo.
È stato un anno in cui mi sono messa in gioco e ho trasformato paure in punti di forza e fallimenti in esperienza.
Oggi vorrei dedicarmi e dedicare a voi che mi leggete questo paragrafo di Ikeda che mi ha colpito particolarmente:
“Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire
che andavi sognando
di essere un fiore
che aveva da fiorire.”
Crediamo in noi stessi, in modo gentile, paziente e premuroso. Accompagniamo la nostra anima in questo viaggio senza fretta, con la consapevolezza che primo o poi arriveremo alla “cima”, ma che alla fine il “viaggio” sarà più bello dell’arrivo.
Diamo ogni giorno la possibilità al nostro potenziale di esprimersi e alla migliore versione di noi stessi di venire alla luce.

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