Credi nelle anime gemelle? Perché sì o perché no?
Ci sono persone che non si incontrano per la prima volta.
O almeno, non è così che le percepisce il cuore.
Appaiono all’improvviso nel corso della nostra vita eppure, nel momento stesso in cui i loro occhi incrociano i nostri, qualcosa si scioglie. Le parole scorrono senza sforzo, i silenzi non pesano, e quella strana sensazione di familiarità si fa strada dentro di noi come un ricordo dimenticato. Non le stiamo conoscendo: le stiamo riconoscendo.
C’è un filo sottile e invisibile che sembra precedere l’incontro, come se le nostre anime avessero già camminato insieme lungo sentieri lontani, in tempi che la memoria non riesce a trattenere. Non sappiamo dove, non sappiamo quando, ma una parte profonda di noi lo sa. Lo sente.
E così, tra una conversazione e un sorriso, nasce quella certezza che non ha bisogno di prove: la sensazione di appartenere alla stessa frequenza, di parlare una lingua antica che nessuno ci ha insegnato e che pure entrambi ricordiamo.
Forse non sono anime gemelle. Forse sono anime che si sono già sfiorate, amate, perse e ritrovate infinite volte. Anime che, attraversando il tempo e le sue distanze, continuano a scegliersi. Ancora. E ancora.
Perché ci sono incontri che non assomigliano a un inizio.
Assomigliano a un ritorno.
Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte, la mia e la tua sono fatte della stessa cosa.
-Emily Brontë–
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