La Paura della Vita

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Qual è una paura che hai superato — e come ci sei riuscito?

«Ciò che non mi uccide mi rende più forte», scriveva Friedrich Nietzsche nel libro Crepuscolo degli idoli.

Di paure, nella vita, ne ho superate tante. Con il tempo ho però compreso che molte di esse sembrano avere una radice comune: la paura della morte.

Ogni volta che lasciamo andare una parte di noi, che rinunciamo a qualcosa o che abbandoniamo una vecchia versione di noi stessi, viviamo una sorta di piccola morte. C’è la paura del cambiamento e quella che il cambiamento possa allontanare alcune persone dalla nostra vita. C’è la paura di fallire, ma anche quella di riuscire. La paura di mostrarsi per ciò che si è davvero, senza filtri. La paura del giudizio e la continua, estenuante ricerca dell’approvazione degli altri.

C’è la paura del rifiuto, quella di non essere abbastanza, di valere meno. E in ognuna di queste esperienze si nasconde, in forme diverse, una piccola paura di morire: la paura di perdere qualcosa che consideriamo parte della nostra identità, delle nostre certezze o dei nostri legami.

Eppure, quando la paura di morire diventa troppo grande, rischia di trasformarsi nella paura di vivere. Perché nel tentativo di proteggerci da ogni possibile perdita finiamo per rinunciare all’esperienza stessa della vita, che è fatta di cambiamento, incertezza e trasformazione.

Di paure ne ho affrontate molte, ma la più difficile da superare è stata quella di essere semplicemente me stessa: accettare i miei pregi, riconoscere i miei difetti e mostrarmi al mondo senza maschere.

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