Qual è la tua citazione preferita?
Una delle mie citazioni preferite è di Madre Teresa di Calcutta:
“Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano”
È una frase che porto nel cuore perché mi ricorda una responsabilità che appartiene a tutti noi: quella di migliorare, nel nostro piccolo, il mondo che ci circonda.
Chi mi legge da tempo sa quanto creda in questo principio.
Sono convinta che ciascuno di noi abbia il potere di cambiare la realtà, un gesto alla volta.E non servono imprese straordinarie o azioni eclatanti: i cambiamenti più profondi nascono quasi sempre da gesti semplici, ripetuti ogni giorno con intenzione.
Possiamo fare la differenza regalando un sorriso alla cassiera del supermercato dopo una giornata difficile, mentre tutti gli altri si lamentano.
Possiamo essere comprensivi con un cameriere in evidente difficoltà che ha confuso una prenotazione, rassicurandolo che non c’è alcun problema.
Possiamo offrire ascolto e vicinanza a chi sta attraversando un momento complicato, dare una mano a una persona anziana o, più semplicemente, decidere di non lasciare che il nostro cattivo umore si trasformi in un peso per chi incontriamo.In un mondo in cui la negatività sembra propagarsi con estrema facilità, scegliere di diffondere gentilezza è già un piccolo atto rivoluzionario.
Per accendere quella fiaccola di cui parlava Madre Teresa non servono grandi sacrifici.
Bastano pochi minuti, una parola detta al momento giusto, uno sguardo, un sorriso, un gesto di attenzione. E, molto spesso, non ci rendiamo nemmeno conto dell’effetto che possiamo avere sulla vita degli altri.
A me è capitato una volta che una persona venisse da me, a distanza di anni, per dirmi:
«Ti ricordi quella cosa che mi dicesti? Da lì ho deciso di cambiare strada.»
Io rimasi sconvolta, perchè per me era una frase spontanea, dettata dal momento, non avevo assolutamente la presunzione di portare un cambiamento.
Tra i tanti momenti che porto nel cuore, ce n’è uno che racchiude perfettamente il senso di ciò che faccio.
Durante una lezione in una scuola stavo parlando ai bambini dell’importanza di dare il proprio contributo alla società.
Avevamo affrontato anche le prime manovre di soccorso e riflettuto su quanto aiutare gli altri possa fare la differenza. Qualche tempo dopo ho rincontrato uno di quei bambini. Mi è corso incontro con un sorriso enorme e mi ha detto: «Ho deciso che da grande voglio fare il medico.»
Gli ho chiesto cosa lo avesse portato a quella scelta e lui, con la naturalezza che solo i bambini sanno avere, mi ha risposto che era stato dopo quella lezione.
Aveva capito che dedicare la propria vita ad aiutare gli altri era una delle cose più belle che si possano fare.In quel momento ho compreso che, a volte, basta una sola conversazione per piantare un seme destinato a germogliare negli anni.
E sapere di aver contribuito, anche solo in minima parte, a far nascere quel sogno è una delle soddisfazioni più grandi che la vita mi abbia regalato.Ogni volta rimango senza parole.
Per il potere che abbiamo.Quanto possiamo incidere sulla vita degli altri senza nemmeno rendercene conto.Una pacca sulla spalla.
Un «Vedrai che andrà meglio».
Un «Se hai bisogno, io ci sono».
Sono gesti semplici, ma possono diventare un punto di svolta nella giornata — o persino nella vita — di qualcuno.Siamo abituati a credere che, per cambiare il mondo, servano imprese straordinarie. In realtà, il mondo cambia ogni volta che una persona sceglie di rendere un po’ più leggera la giornata di un’altra.
Accendere quella fiaccola significa proprio questo: decidere, ogni giorno, di essere una piccola luce per qualcuno.
Una scintilla.
E la cosa più bella è che questo potere è già nelle nostre mani.

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