Qual è una citazione che descrive perfettamente il tuo modo di vedere la vita?
Una delle citazioni che più mi è rimasta dentro è tratta da “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.
“La scoperta più importante fatta a sessantacinque anni è che non si può più perdere tempo a fare cose che non va di fare. Non c’è spazio per le futilità quando si realizza il valore e la fugacità dell’esistenza”
È un film particolare, ma anche profondamente intenso. In una delle prime scene, il protagonista Jep, ormai sessantacinquenne, pronuncia una frase che, secondo me, racchiude un grande insegnamento: la vita non può essere spesa facendo cose che non ci va di fare.
A prima vista può sembrare una banalità.
In realtà, se ci pensiamo bene, descrive perfettamente le nostre vite. Viviamo giornate sempre più frenetiche, piene di impegni, e molte delle cose che facciamo nascono dall’inerzia, dall’abitudine, dal desiderio di accontentare qualcuno o dalla convinzione che, prima o poi, ci porteranno al risultato che stiamo cercando.
Per questo diventa fondamentale distinguere ciò che ci fa davvero bene da ciò che, invece, ci allontana da noi stessi.
Vediamo tante persone sempre occupate, impegnate a rincorrere obiettivi facendo anche cose che non amano. Pensano che quel sacrificio, prima o poi, verrà ripagato. Ma il tempo passa, gli anni scorrono e, spesso, quel momento non arriva mai.
Si finisce per restare prigionieri dell’idea che sia necessario continuare a fare qualcosa solo perché un giorno produrrà un risultato.
Naturalmente non tutto ciò che facciamo sarà sempre piacevole.
Esistono responsabilità, doveri e momenti in cui è giusto mettersi al servizio degli altri.
Il punto, però, è un altro: quanto della nostra giornata è davvero scelto da noi e quanto, invece, è guidato dalle aspettative degli altri?
Vale la pena fermarsi ogni tanto e analizzare con lucidità le nostre giornate. Chiederci quante cose facciamo solo per non deludere qualcuno, quante per semplice abitudine e quante, invece, ci fanno davvero crescere.
Perché alcune attività, anche se fanno parte della nostra routine da anni, potrebbero non essere più utili né coerenti con la persona che siamo diventati.
Allo stesso tempo, dovremmo dedicare più spazio a ciò che ci piace davvero: alle passioni, alle relazioni, ai progetti che ci fanno sentire vivi.
Questo non significa diventare egoisti.
Aiutare gli altri, esserci quando qualcuno ha bisogno, resta un valore importante. Ma c’è una differenza tra essere generosi e vivere costantemente in funzione delle aspettative altrui.
Non possiamo trascorrere un’intera vita facendo un lavoro che non ci appartiene, coltivando amicizie che non ci rappresentano più, praticando attività che non ci danno nulla o inseguendo obiettivi che, in fondo, non sono nemmeno i nostri.
Perché il rischio è accorgersene troppo tardi: voltarsi indietro e rendersi conto di aver vissuto la vita che gli altri si aspettavano da noi, invece di quella che avremmo davvero voluto vivere.
E tu? Quante delle decisioni quotidiane sono davvero tue e quante, invece, sono dettate dalle aspettative delle altre persone?
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