Di cosa ti preoccupavi un tempo, ma oggi non più?
Avevo paura di sbagliare,
di fallire,
di non essere abbastanza.
Oggi la paura di essere inadeguata c’è ancora, ma ho cambiato prospettiva, ho cambiato le domande che mi ponevo e ho guardato negli occhi il mio ego.
Molto spesso abbiamo la sensazione di fare continuamente: lavoriamo, ci impegniamo, portiamo avanti progetti, fissiamo obiettivi.
Eppure, alla fine, ci sembra di non arrivare mai davvero da nessuna parte.
Gli obiettivi che ci eravamo promessi a gennaio o a settembre rimangono incompiuti e, inevitabilmente, nasce dentro di noi un senso di fallimento.
Ma ci siamo mai chiesti da dove nasce davvero questo fallimento?
In passato ho parlato spesso di un primo aspetto: molte delle cose che desideriamo non sono autenticamente nostre.
Sono desideri che abbiamo assorbito dalla società, dalla famiglia, dall’ambiente in cui viviamo. Inseguiamo traguardi che crediamo importanti semplicemente perché ci è stato insegnato che dovrebbero esserlo.
Ma credo che ci sia un livello ancora più profondo.
Eckhart Tolle ci ricorda che l’ego costruisce continuamente un’identità. Ha bisogno di sentirsi qualcuno, di essere riconosciuto, approvato, considerato importante.
L’ego vive nel confronto, nel giudizio e nel bisogno costante di confermare il proprio valore.
Ed è qui che nasce una domanda fondamentale.
Quando desideriamo qualcosa, chi è che lo desidera davvero?
È la parte più autentica di noi?
Oppure è il nostro ego?
Perché sono due energie completamente diverse.
Se dentro di me esiste un senso di inadeguatezza, sarà l’ego a cercare continuamente conferme.
Vorrà dimostrare agli altri, ma soprattutto a me stesso, di essere capace, di valere abbastanza, di meritare riconoscimento.In questo caso il progetto non nasce dalla gioia di creare, ma dalla paura di non essere abbastanza.
Ed è proprio questa paura che determina la qualità dell’energia con cui agiamo. Io la chiamo vibrazione energetica.
La vibrazione non è qualcosa di mistico.
È semplicemente lo stato interiore da cui nasce ogni nostra azione.
Ogni progetto, ogni relazione, ogni obiettivo porta con sé l’energia con cui è stato creato. Se quella vibrazione nasce dalla paura, dal bisogno di dimostrare, dalla ricerca di approvazione o dal desiderio di nutrire il nostro ego, allora anche il risultato porterà con sé quella stessa energia.
Potremo magari ottenere numeri importanti, riconoscimenti o successo esteriore, ma dentro continueremo a sentire un vuoto.Perché l’ego non è mai soddisfatto.
Appena raggiunge un traguardo ne cerca subito un altro.
È un meccanismo senza fine.
Se invece il progetto nasce da uno spazio interiore diverso, da un desiderio autentico di creare valore, condividere, contribuire e migliorare la vita delle persone, allora la vibrazione cambia completamente.
L’obiettivo non è più dimostrare.
L’obiettivo è esprimere. Ed è una differenza enorme. Pensiamo, ad esempio, a un progetto.
Come faccio a capire se ha avuto successo?
Perché hanno partecipato mille persone?
Oppure perché anche soltanto cento persone sono tornate a casa con una consapevolezza nuova?
L’ego guarderà il numero.La coscienza guarderà la trasformazione.
L’ego dirà: “Sono venute mille persone, quindi ho avuto successo. “La parte più autentica di noi si chiederà: “Quelle persone hanno ricevuto davvero qualcosa?
La loro vita è cambiata, anche solo di un millimetro?Ecco la vera differenza.
L’ego misura il successo attraverso la quantità.
La coscienza lo misura attraverso la qualità.
Per questo credo che il fallimento non dipenda tanto dal risultato che otteniamo, ma dall’energia con cui abbiamo iniziato il cammino.
Se parto con il bisogno di dimostrare qualcosa, qualsiasi risultato sarà insufficiente. L’ego troverà sempre un motivo per sentirsi incompleto.
Se invece parto dal desiderio sincero di creare valore, di esprimere ciò che sono e di contribuire alla crescita degli altri, allora anche un apparente fallimento diventa parte del percorso. Perché il suo scopo non era alimentare un’immagine di me, ma permettere alla vita di esprimersi attraverso di me.
Forse è proprio questo il punto.
Non dovremmo chiederci soltanto che cosa desideriamo, ma soprattutto chi è che sta desiderando.
Perché da quella risposta nasce tutta la nostra vibrazione.
E dalla nostra vibrazione nasce la qualità dei risultati che porteremo nel mondo.
Quando desideriamo qualcosa, chi è che lo desidera davvero?

Lascia un commento