La Corsa al Successo: Per Vincere ci Scordiamo di Vivere

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Ci insegnano a guardare l’orizzonte.

A inseguire traguardi, successi, obiettivi sempre più grandi.

A credere che la felicità viva qualche passo più avanti di noi, appena oltre la prossima conquista.

E così corriamo.

Corriamo così in fretta che spesso dimentichiamo di guardare il paesaggio.

Dimentichiamo il sapore dei piccoli progressi, la bellezza delle giornate lente, la quiete nascosta nei momenti in cui semplicemente siamo.

Eppure ogni vetta è fatta di passi quasi invisibili.

Di mattine incerte.

Di tentativi.

Di cadute.

Di gesti ripetuti quando nessuno applaude.

Forse il successo non è il punto d’arrivo che immaginiamo, ma il modo in cui attraversiamo la strada che ci conduce fin lì.

Perché a volte raggiungiamo ciò che desideravamo e scopriamo che aveva un sapore diverso da quello che avevamo sognato.

Altre volte, invece, non arriviamo affatto dove volevamo.

Ma anche i sentieri interrotti lasciano qualcosa.

Anche i fallimenti custodiscono insegnamenti.

Anche i sogni che non si realizzano possono trasformarci.

Forse la vita non ci chiede di rincorrere continuamente una meta.

Forse ci chiede soltanto di essere presenti mentre camminiamo.

Di accorgerci del sole sulla pelle, del vento tra i capelli, della strada sotto i piedi.

Di vivere il viaggio, mentre accade.

Come chiusura, potrebbe funzionare una domanda delicata e coerente con il tono:”Quando è stata l’ultima volta che hai smesso di correre per accorgerti di dove eri?”

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