Qi, Energia Vitale e Rilassamento

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Oggi mi piacerebbe introdurre quello che è il concetto di Qi.

Nella Medicina Tradizionale Cinese il Qi è un concetto molto complesso, che meriterebbe tante spiegazioni e tanti approfondimenti.

Per riassumerlo in modo semplice, possiamo descriverlo come una forma di forza vitale o attività funzionale che, secondo la teoria della MTC, permea e sostiene l’organismo e, più in generale, i processi della vita.

Quando il Qi scorre armoniosamente attraverso il corpo e lungo quelli che la Medicina Tradizionale Cinese definisce meridiani e canali, si parla di una condizione di equilibrio e di buona salute.

Quando invece il Qi è insufficiente, ristagna o il suo normale movimento viene ostacolato, possono comparire, secondo il modello della MTC, diverse manifestazioni di squilibrio, sia sul piano fisico sia su quello psichico.

Un aspetto interessante della Medicina Tradizionale Cinese è proprio la sua visione dell’essere umano come un insieme integrato: corpo e aspetti psichici non vengono considerati compartimenti completamente separati, ma parti interconnesse di un unico organismo.

Esistono diversi tipi e diverse forme di Qi.

Tra queste troviamo il Qi innato o prenatale, associato alla componente che ereditiamo dai nostri genitori e che costituisce una sorta di dotazione costituzionale originaria.

Accanto a questo troviamo il Qi acquisito o postnatale, che viene sostenuto e prodotto durante la vita attraverso ciò che introduciamo dall’ambiente, in particolare attraverso l’alimentazione e la respirazione, e che viene influenzato anche dal nostro modo di vivere.

Ed è proprio qui che entra in gioco lo stile di vita.

Per la MTC la cosa più importante è la prevenzione.

Secondo la teoria della MTC, un’alimentazione equilibrata, un adeguato riposo, una corretta respirazione, il movimento e la capacità di recuperare e rilassarsi contribuiscono a sostenere il nostro Qi acquisito e, più in generale, le nostre risorse vitali.

Al contrario, periodi prolungati di stress, alimentazione inadeguata, mancanza di riposo o uno stile di vita particolarmente sregolato possono, nella prospettiva della MTC, compromettere la capacità dell’organismo di sostenere adeguatamente le proprie risorse.

È importante però fare una precisazione: Qi innato, Qi acquisito e Jing — l’Essenza — sono concetti distinti, anche se strettamente correlati all’interno della teoria della Medicina Tradizionale Cinese. Per questo è più corretto non considerarli semplicemente come sinonimi di “energia” o di “riserva energetica”.

Il concetto di Qi innato viene inoltre collegato, nella tradizione della MTC, alla nostra costituzione originaria e alle risorse che riceviamo alla nascita. Queste risorse non vengono considerate infinite e possono essere progressivamente consumate nel corso della vita.

Il Qi acquisito ha quindi anche il compito di sostenere e preservare, per quanto possibile, le risorse innate.

Questo ci permette di comprendere un concetto molto interessante della Medicina Tradizionale Cinese: quando una persona attraversa periodi particolarmente intensi, caratterizzati da malattie importanti, forte stress o grandi sconvolgimenti, può manifestare un rapido deterioramento delle proprie condizioni generali.

Nella prospettiva della MTC, questo può essere interpretato come un maggiore consumo delle risorse vitali, con possibili ripercussioni anche sul processo di invecchiamento.

E forse è proprio qui che possiamo trovare uno degli insegnamenti più importanti di questo concetto: imparare a dedicarci a noi stessi.

Prenderci del tempo, ascoltare il nostro corpo, concederci momenti di pausa e imparare a riposare non dovrebbe essere considerato un lusso, ma una parte importante della cura di noi stessi.

E anche il riposo merita una distinzione: rilassarsi e riposarsi non sono necessariamente la stessa cosa. Possiamo rilassarci facendo qualcosa che ci piace, ma il riposo implica anche concedere realmente al corpo e alla mente il tempo e lo spazio necessari per recuperare.

ps: lo “scrolling” sui Social non è riposo o relax!

All’interno di una visione energetica e spirituale dell’essere umano, possiamo però attribuire al rilassamento anche un significato più profondo. Rilassarsi significa lasciare andare, abbassare le tensioni e le difese che normalmente ci tengono in uno stato di continua attivazione e permettere a noi stessi di entrare in uno stato di maggiore ricettività.

È in questo spazio di apertura che possiamo davvero entrare in contatto con noi stessi.

La meditazione può essere un esempio di questo processo: attraverso il rallentamento, la presenza, il respiro e l’osservazione, impariamo gradualmente a lasciare andare il controllo e a creare uno spazio interiore nel quale poter ascoltare ciò che normalmente rimane in secondo piano.

In questa prospettiva, quindi, rilassarsi non significa semplicemente “non fare nulla”. Significa creare uno spazio dentro di noi, diventare più ricettivi e permettere al corpo, alla mente e, secondo questa visione, anche ai nostri aspetti più sottili di esprimersi e di essere ascoltati.

In una vita sempre più frenetica, nella quale siamo continuamente impegnati a fare, produrre e rispondere alle richieste degli altri, imparare a fermarsi può diventare una vera forma di consapevolezza.

Dedicare attenzione a noi stessi, al nostro corpo, al nostro respiro e al nostro riposo significa anche imparare a riconoscere i nostri limiti e a rispettare i nostri tempi.

Perché prendersi cura di sé non significa aspettare di stare male per fermarsi.

Significa, prima ancora, coltivare quotidianamente quelle condizioni che ci permettono di stare bene.

Il rilassamento non deve essere considerato un lusso, ma una priorità.

E Tu? In questa vita frenetica trovi lo spazio per rilassarti?

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