Life is just a journey

Il mio Blog sul Silenzio e Felicità

DA DOVE COMINCIARE…

Una famosa frase di Thich Nhat Hanh recita:

Tutti vivono ricercando la felicità, quando ci troviamo difronte alla fatidica domanda: Sei felice?

La felicità è una cosa semplice, alla portata di tutti, dentro di noi, basta solo portarla alla luce, scoprirla e coltivarla ogni giorno.

  • Vita Lenta e Senza l’Ansia della Performance

    Qual è una promessa che ti sei fatto e che hai davvero mantenuto? Una delle promesse più importanti che mi sono fatta è quella di imparare a rallentare. Non sempre ci riesco, ma ogni giorno provo a ricordarmela, come si fa con le cose che contano davvero. Viviamo in un tempo che ci insegna a… Read more

  • L’arte di Saper Fallire: l’incredibile forza del Fallimento

    C’è una frase che amo particolarmente e che negli anni mi ha accompagnata in molti momenti della mia vita: “L’unica costante della vita è il cambiamento.” Più passa il tempo, più mi rendo conto di quanto sia vera. Il cambiamento è inevitabile. Ogni volta che pensiamo di aver raggiunto un equilibrio definitivo, accade qualcosa che… Read more

  • Lo “Scrolling” Infinito e La Paura del Silenzio

    Quale app ti fa perdere più tempo sul telefono… e ti fa sentire un po’ in colpa? Sicuramente una delle app che mi fa sentire più in colpa quando la utilizzo è Instagram. Credo, però, che sia una sensazione condivisa da molte persone. Instagram è costruito intorno allo scroll infinito: continui a scorrere senza un… Read more

  • All I ever Wanted, All I Ever Needed, Is Here in My Arms

    Qual è un’abitudine che ha migliorato di più la tua vita? C’è un’abitudine che non ha semplicemente migliorato la mia vita: l’ha trasformata. È la meditazione. Spesso mi sento dire: “Io non ci riesco”. Ma meditare non significa non pensare. Non significa svuotare la mente o inseguire un’impossibile assenza di pensieri. Meditare è tornare a… Read more

  • Il Caos Generativo di Vita

    Secondo te un po’ di caos ogni tanto fa bene? È da tanto che voglio scrivere un articolo sul caos e, per un motivo o per l’altro, ho sempre rimandato. Credo però che oggi, visto il tema della rifflessione proposta, sia arrivato finalmente il momento. L’idea di affrontare questo argomento nasce da diversi motivi. Il… Read more

  • Il Tempo Che Non c’è: Una Vita Passata a Rimandare ciò che conta Davvero

    Qual è una lezione che hai imparato di recente e che ti ha cambiato prospettiva? Una delle lezioni più importanti che ho imparato ultimamente riguarda il tempo. Spesso ci diciamo: “Lo farò quando avrò più tempo. Quando avrò meno impegni. Quando il lavoro sarà più tranquillo. Quando si sistemeranno le cose in famiglia”. Ma la… Read more

E tu dopo avere letto queste parole ti senti grato? Ti senti fortunato?

Riconosci questa canzone?

Si tratta di “Enjoy the silence” dei Depache Mode, una delle canzoni più celebri del famoso gruppo inglese.

Nel primo articolo del blog abbiamo parlato di felicità, di come per raggiungerla non occorre riempire ma svuotare. Nella nostra società si è perso il valore del silenzio, siamo troppo abituati a parlare e messaggiare ad interagire, per rendere difficile anche il solo pensiero di spegnere improvvisamente tutto questo rumore.

Il fatto di rimanere fermi ad ascoltare il suono del silenzio è considerata una perdita di tempo, il silenzio ci fa paura, perchè ci pone in ascolto di noi stessi, delle nostre emozioni, consente di fare un viaggio di introspezione, consente di essere presenti e di coltivare la nostra anima, per questo motivo molte pratiche di rilassamento e meditative si basano sul silenzio.

Il silenzio non è l’assenza di qualche cosa, ma è la presenza di tutto, la possibilità di ascoltare noi stessi davvero. Il silenzio significa svuotare dove sento il bisogno di riempire, rimanere presenti quando sento il bisogno di scappare via.

Il silenzio permette di lavorare su se stessi, di migliorare, si capire cosa desideriamo davvero, ci fa così paura perchè ci fa fare un analisi onesta e senza scuse di noi stessi e dei nostri problemi, smette di farci identificare con ciò che pensavamo di essere o pensavamo di desiderare, è un viaggio nel profondo di se stessi.

Pensiamo a come ogni giorno evitiamo la condizione del silenzio, accendendo radio, televisore, scorrendo i social quando abbiamo pochi minuti liberi e parlando anche quando non abbiamo nulla da dire, perchè il silenzio tra due persone, pensate un po, crea imbarazzo.

Non è facile, questo è vero, nel caos della vita riuscire ad immergersi in questa condizione, io ho un braccialetto con scritto “Enjoy the silence” per ricordarmi ogni tanto nel corso della giornata di prendermi uno spazio per isolarmi dal rumore della vita.

Per dedicarci al silenzio, si può usare la meditazione e la mindfulness durante le varie azioni quotidiane o con dei timer impostati sul telefono, che ci ricordano di spegnere per un momento il brusio nella nostra testa e intorno a noi.

Con il silenzio apparentemente non abbiamo nulla, invece abbiamo tutto e nel momento in cui smettiamo di sentire il rumore con cui riempiamo insistentemente le nostre vite, comprendiamo che il silenzio è l’unica cosa che ci occorre per evolvere.

“Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui tra le mie braccia”

E tu dedichi uno spazio al silenzio? E se non lo fai ancora come pensi di inserire nella tua giornata un momento per interrompere il rumore?

Ogni persona ha un concetto di felicità differente in base alle esperienze di vita, alla cultura, al credo religioso e a tanti altri fattori.

Nella società in cui viviamo il concetto di felicità è legato quasi sempre al possesso di un oggetto materiale, è quindi una felicità effimera, legata alla carenza, alla mancanza di qualche cosa, al sentirsi sminuito rispetto ad altre persone che invece le possiedono.

Gli stimoli continui che riceviamo dalle pubblicità, dai social, dal mondo esterno, ci spingono a volere sempre di più, anche se possediamo già tutto quello che ci occorre. Questo perchè viviamo in un mondo che si basa sul consumismo, che quindi si guarda bene dal far cambiare idea riguardo a questo concetto distorto di felicità.

Se possediamo uno smartphone vogliamo subito comprare l’ultimo modello appena esce in commercio, se possedimo un oggetto ne desideriamo uno piu costoso, più lussoso, questo perchè in questi oggetti in qualche modo noi ci identifichiamo, li vediamo come un modo di entrare a far parte di un determinato status sociale, ci fanno sentire migliori.

Il concetto della felicità è nella maggior parte dei casi legato al futuro, “sarò felice solo quando avrò questo…”, si rimanda sempre l’essere felice al domani, a qualche cosa che deve ancora arrivare, a una condizione esteriore.

Quindi se una cosa non me la posso permettere o no la posso avere, ne percepisco la mancanza e quindi sarò infelice, va da se che la felicità diventa inafferrabile, in poche parole non esiste.

La concezione che abbiamo noi di felicità è spazio dipendente, vorremmo quasi sempre essere in un altro posto rispetto a dove siamo ora, viviamo in una continua mancanza di accettazione dello spazio e del tempo presente.

La felicità nel nostro mondo infatti non può esistere, perchè ne abbiamo una percezione distorta, è rimandata a un tempo che non c’è, il futuro, è decretata da un oggetto materiale che ci farà solo avere un qualche cosa in più che accantoneremo da qualche parte.

L’unico momento che esiste nella nostra vita è l’adesso e ora è l’unico istante in cui possiamo scegliere di essere felici, una felicità non legata alle cose materiali, deperibili, ma uno stato interiore.